Milano, 31 maggio 2016 – “Siamo di fronte a un decremento dei consumi di latte costante che non tenderà ad arrestarsi”. Così Gianpiero Calzolari, Presidente del Gruppo Granarolo, durante la World Milk Day commenta lo stato dell’arte in cui versa il settore: “Nel 2015 c’è stata una flessione dei consumi pari al 9,5% con un prezzo al ribasso della materia prima che oggi è arrivato a soglie addirittura di 20 centesimi al litro nel mercato spot. Questa è una situazione davvero insostenibile per gli allevatori italiani – continua Calzolari – che sono testimoni di una fase in cui il graduale calo del prezzo del latte non consente loro la copertura dei costi di produzione e degli investimenti. È necessario intervenire con urgenza e con forza. Bene la campagna di comunicazione lanciata dal Ministero a sostegno del valore nutrizionale del latte fresco, bene anche l’etichettatura dei prodotti italiani per rafforzare il rapporto tra i consumatori e i produttori, ma per essere efficace dovrà in prospettiva diventare una misura europea.

Non va inoltre dimenticato che quando il latte 100% italiano si fa pagando i produttori 20 centesimi non si consente loro di sopravvivere. Occorre valorizzare anche l’etica del prezzo.

È necessaria una iniziativa congiunturale finanziata dalla comunità per contenere l’eccesso di produzione della materia prima e al contempo il nostro paese deve mettere in campo una propria politica di allineamento tra produzione e trasformazione con grande attenzione all’export. La cooperazione ha proposto di costituire a questo scopo l’interprofessione.

Granarolo sta al momento ritirando tutto il latte prodotto dai soci della cooperativa (anche quello in eccesso rispetto allo stimato), ma è allo studio un meccanismo per limitare le produzioni senza danno agli allevatori. Lo scorso anno le quantità di latte conferite dai soci di Granlatte sono aumentate, rispetto all’anno precedente, attestandosi a 5,6 milioni di ettolitri (+5,6%) e si prevede nel corso di quest’anno di raggiungere i 6 milioni di quintali di latte (+13%) e tutto questo a fronte di un calo dei consumi. Il piano che stiamo mettendo a punto, sorretto da un importante progetto di crescita industriale e dalla valorizzazione di prodotti Made in Italy all’estero, non andrà naturalmente a incidere sul conto economico.”

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