The Italian Milk Show ad Expo 2015

Una delle principali attrazioni del nostro spazio a Expo 2015 è stato un film di soli 7 minuti che racconta la distintività di Granarolo senza dialoghi, ma solamente attraverso la suggestione di immagini, musiche e suoni. Un film “immersivo”, perché durante i sei mesi dell’Esposizione Universale è stato proiettato non su uno, ma bensì tre schermi, per “circondare” lo spettatore in una vera e propria esperienza sensoriale.

Una giornata nella vita di una grande filiera del latte – dall’allevamento al prodotto finito, passando per la raccolta della materia prima, le analisi in laboratorio e la produzione negli stabilimenti – vista attraverso gli occhi di una bambina che, giocando con mucche di plastica, pupazzi e modellini in scala, evoca nello spettatore quella che è una vera e propria magia: la capacità del latte di trasformarsi.

A dirigerlo c’è Giacomo Gatti, autore milanese diviso tra cinema e televisione, nonché assistente e collaboratore di fiducia del maestro Ermanno Olmi per i suoi documentari. “La lavorazione di un film somiglia al percorso di una diligenza nel Far West: all’inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione”, diceva François Truffaut nel suo film Effetto Notte. Ebbene sì, nonostante la breve durata, la lavorazione di “The Italian Milk Show” è stata quella di un vero e proprio film, con tutte le difficoltà che ciò implica: movimentare una troupe di 15 persone tra regista, direttore della fotografia, operatore, macchinisti, elettricisti, assistenti di produzione e gestire mezzi tecnici all’avanguardia per l’altissima definizione delle immagini, tra cui carrelli da montare e smontare ogni volta, e un braccio meccanico lungo quasi dieci metri dove è stata montata la macchina da presa per dare più “respiro” alle immagini.

E come ogni film che si rispetti, anche “The Italian Milk Show” ha una serie di episodi curiosi che hanno accompagnato la produzione: le mucche insolitamente attratte dalla macchina da presa, la difficoltà a far “recitare” una coccinella su uno stelo d’erba, il girare negli stabilimenti cercando di non disturbare la normale attività produttiva movimentando mezzi e persone negli angusti passaggi, il dover gestire 5 bambini sotto gli 8 anni chiusi in una stanza mentre fuori piove a dirotto, ma soprattutto cercare di catturare i movimenti incontrollabili del più sfuggente dei protagonisti: il latte.

Il film è stato proiettato a ripetizione ogni giornata per tutta la durata di Expo, dal 1 maggio al 31 ottobre. Se e quando vi capiterà di vederlo sul grande schermo (anzi, sui grandi schermi), “The Italian Milk Show” vi narrerà una storia, la nostra storia di qualità, attraverso quello che è alla base del cinema: un grande racconto per immagini.

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